Uyuni e il Salar

Sabato 26 agosto

La stazione di autobus di Uyuni in realtà è semplicemente un marciapiede di una via come un’altra: temperatura -13, ore 5 del mattino. Per fortuna una vecchietta ci dà un biglietto da visita di un bar e ci accompagna. Siamo i primi, ma scopriremo che farà avanti e indietro con un sacco di turisti congelati. È l’unico posto caldo a quest’ora, ed è semplicemente perfetto. Ci sediamo vicino ad un funghetto scalda terrazza, su cui è scritto “usare solamente all’esterno”. Visto il freddo, va bene tutto.

Appena sale il sole andiamo nella strada principale, grande e deserta, un’atmosfera da città fantasma. Prendiamo la prima agenzia e prenotiamo un tour di 3 giorni che parte la mattina stessa. Contrattiamo un po’ il prezzo è usciamo soddisfatti. Appuntamento alle 10.30. Verso le 9 inizia la sfilata di jeep, una dopo l’altra parcheggiano davanti alle varie agenzie. Speriamo solo che ce ne capiti una buona.

Ci ritroviamo con 3 ragazze peruviane, e Jorge è il nostro autista-guida-cuoco, simpaticissimo ragazzo che ci farà un sacco di foto e ci racconterà delle leggende della zona. Ci accoglie con una tuta da meccanico, che metterà per caricare e scaricare i bagagli dal tetto, e anche contro il freddo. La macchina è perfetta, spaziosa e pulita, con cambio automatico. Lo schermo della radio funge anche da lettore DVD. I clip musicali boliviani ci accompagneranno tutto il viaggio. Sempre meglio della stridente musica peruviana..

Per orientarsi usano i due vulcani alle estremità, in più a fine stagione ci sono ormai delle strisce nere date dai copertoni delle auto. Durante la stagione delle piogge quando non si distingue più cielo e terra, è tutto molto più complicato.

Prima tappa: cimitero dei treni, deposito e smantellamento incompiuto dei primi treni usati per trasportare i minerali estratti dalle montagne vicino al Salar.

Seconda tappa: museo del sale, ci mostrano il processo di estrazione e confezionamento del sale del Salar. E poi finalmente entriamo in questa enorme distesa bianca. Bisogna vederlo per capire, non ci sono parole per descrivere questo tour.

La sera dormiamo in un albergo di sale. Cena: zuppa e pique macho, piatto tipico boliviano a base di carne, wurstel, cipolle, pomodori, patate fritte….leggero insomma.

Domenica 27 agosto

Laguna Colorada e fenicotteri

Deserto

Viscacha 

Albero di pietra

Pranzo pic nic

Lunedì 28 agosto

Geyser e bocca del vulcano, -5 gradi ore 7

Acque termali, 38 gradi, 4300m di altitudine

Laguna Blanca

Laguna Verde

Arriviamo prima di pranzo al rifugio Licancabur, a 7km dalla frontiera. Jorge torna a Uyuni con le peruviane mentre noi vogliamo fermarci al rifugio per fare il Licancabur domani mattina. Una coppia di francesi ci aveva consigliato di fare così, dicendo che si può prendere qui una guida per poco. Quando ci dicono il prezzo tra mezza pensione e guida, prendiamo un colpo. Purtroppo non abbiamo abbastanza soldi e essendo fine stagione non ci sono altre persone con cui condividere i costi della guida. Che delusione…ormai è tardi per trovare una jeep di un altro tour che ci possa portare fino alla frontiera, e decidiamo di non camminare per 7km nel deserto, che se alla frontiera non troviamo un’altra buon’anima che ci porti a San Pedro de Atacama, siamo fregati. Il proprietario è un po’ spazientito a vederci indecisi, quindi prendiamo una camera in rifugio e andiamo a camminare, ma per poco perché siamo talmente stanchi e c’è talmente freddo che passiamo il pomeriggio dentro il sacco a pelo a sonnecchiare, scrivere il blog, leggere, giocare a briscola… speriamo di trovare un passaggio domani mattina! A cena una ragazza ci chiede di guardare la nostra guida perché devono trovare un ostello per la sera dopo a San Pedro. 💡💡❗San Pedro!! Chiediamo se per caso possono darci un passaggio fino alla frontiera boliviana, e ci dicono che hanno due posti in jeep quindi non c’è problema. Partenza ore 8. Siamo salvi (per metà) !! Da lì a San Pedro improvviseremo.