Lima

Lima. Ore 20 locali, nonché 2 del mattino per noi.. penso a mia sorella che dice che la fatica è al 60% psicologica. Forse ha ragione, a quest’ora a casa sarei crollata sul letto da tanto. Siamo alla stazione del bus, davanti ad una empanada de carne e una bottiglietta di acqua frizzante da ben 625ml che mi ha lavato metà pantaloni aprendola…

Ma andiamo in ordine. Atterrati a Lima: Accolti da una luce invernale, una foschia giallastra dall’aspetto quasi denso, attraverso la quale il sole cerca di illuminare le ultime ore della giornata, che dura molto poco! Piccolo momento di panico: nessuna nostra carta funziona per ritirare i soldi!! Chiediamo a dei francesi mentre aspettiamo il taxi, e ci indicano uno sportello funzionante.. Consiglio: pagate pure qualche soles in più,  ma viaggiate tranquilli, per quanto possibile.  Saliamo su un taxi nuovo, pulito, comodo e..attraversiamo Lima nell’ora di punta per raggiungere l’autobus per Huaraz. Difficile descrivere tutto quello che si vede e succede in un’ora di macchina.. dalle case mai finite che ricordano le favelas brasiliane (quello è un tetto, una terrazza, un lavoro lasciato a metà? ) agli autobus stipati, macchine vecchie dal fumo nero, clacson come fossimo ad un concerto di musica elettronica, code infinite in cui bisogna infilarsi “a la fuerza”.. e poi i grattacieli, i pannelli pubblicitari enormi e i ristoranti di lusso. Racchiude proprio le contraddizioni di un paese latino. A metà percorso non so se ho il mal di macchina o se è il mio stomaco si contorce dalla fame, ma credo la seconda.

L’attesa dell’autobus sembra infinita. Ormai sono le 5 del mattino per noi, ma solo le 22.30 qui, quando finalmente saliamo sul bus e ZZZZzzzzzz….