La Serena e Valparaiso

Sabato 2 settembre

La Serena. Durante il week end tutto inizia ancora più tardi, e troviamo un solo bar aperto alle 8. La città ha poco a che vedere con il Sud America che abbiamo visto finora, e siamo già nostalgici del Perù, delle case di mattoni non finite, della vita che anima le città con le prime luci del giorno, i venditori ambulanti… qui nessun clacson, sembra di essere in una cittadina marittima in inverno, nessun turista. Lo choc del ritorno alla civilizzazione. Sarà difficile trovare una soluzione per visitare la Valle del Elqui. Le poche agenzie che ci sono offrono il tour a prezzi esorbitanti e per ora non si raggiunge il numero minimo per partire. Visto l’andazzo dubitiamo che il tour sia confermato, e decidiamo di chiedere per noleggiare un’auto per domani. Gli autonoleggi la domenica sono tutti chiusi e dovremmo prenderne una dall’aeroporto, ma non prima delle 11.. opzione numero 3, prendere un autobus: meno caro e in teoria affidabile in Cile. Andrà come andrà.

Passeggiata pomeridiana a bordo oceano a guardare i gabbiani che pescano granchi e fanno merenda.

La sera Michela non riesce ad avere l’acqua calda…ancora una volta le toccherà aspettare per lavarsi. Damien ha la sua vendetta per l’acqua fredda di Macchu Picchu.

Andiamo a mangiare una montagna di carne alla griglia.

Domenica 3 settembre

Difficile svegliarsi..non siamo riusciti a comprare online i biglietti per Valparaiso, quindi siamo costretti a passare dal terminal del bus, quando potevamo prendere l’autobus per Elqui a due passi da casa, anche se non sappiamo esattamente dove…passeggiata rinfrescante fino al Terminal! Almeno qui siamo sicuri di prendere l’autobus. Destinazione Vicuña e la Valle de l’Elqui, cuore della produzione del Pisco. A Vicuña ci rendiamo conto che non c’è nulla da fare, le agenzie che propongono i tour o noleggiato bici sono chiuse. Riprendiamo un autobus per Pisco Elqui, simpatico villaggio in mezzo alle vigne. Per la cronaca, è il villaggio che ha ricevuto il nome dal liquore, e non il contrario. Però guai a dire ad un peruviano che il Pisco è originario del Cile! La vallata è molto bella e andiamo a visitare la distilleria del paese, che comprende degustazione di due Pisco di diverse elaborazioni e ci danno in regalo due bottigliette di cocktail a base di Pisco.

Dopo un pranzo più che abbondante riprendiamo l’autobus e siamo i soli passeggeri. Il conducente non sembra molto contento di partire vuoto, e va troppo piano per gli standard del posto. Ci chiediamo cosa stia succedendo..in realtà ci ha preso in simpatia vedendo che cerchiamo di fare foto dal finestrino, e si improvvisa guida, facendo fermate ai lati della strada nei punti più interessanti per permetterci di fare foto. Alcune vigne sono in fioritura, altre secche. La primavera sta arrivando qui.

Arrivati a Vicuña l’autobus si riempie di passeggeri locali, e l’andatura torna “normale”.  È strano ritornare in città con le nuvole quando abbiamo passato una giornata sotto il sole ed un cielo blu limpidissimo.

Passiamo la serata all’ostello aspettando l’autobus delle 23.30, e ci beviamo la prima bottiglietta di cocktail al Pisco.

Lunedì 4 settembre

Il viaggio notturno verso Valparaiso è un po’ fresco per dormire bene e movimentato. Alle 2 di notte l’autobus si ferma in autostrada.. non capiamo bene cosa succede dato che non siamo in un’area di servizio. Dopo un po’ vediamo luci rosse e due carabinieri fanno scendere due passeggeri che avevano avuto da ridire col personale dell’autobus al momento del controllo dei biglietti e dei documenti. Uno dei carabinieri tira fuori anche le manette prima di scendere..Non si scherza in Cile.. riprendiamo il viaggio e arriviamo a Valparaiso verso le 6.30. Una cosa piuttosto fastidiosa è che prima della destinazione finale ci sono altre fermate, e il personale non si degna di avvisare dove siamo. Per fortuna esiste maps…

Usciamo dal terminal, è ancora buio ma andiamo in cerca di un bar caldo. È in questo momento che sogniamo i bar italiani, aperti dalle 6 del mattino già con le brioshe calde…impossibile trovare qualcosa di aperto, e torniamo rassegnati al terminal per fare colazione nel bar della stazione…impensabile togliersi la giacca. Attendiamo impazienti che si alzi il sole. Verso le 8.30 ci avviamo in città. Il centro è carino e animato da studenti universitari. La città sul mare si dirada alle spalle sulle colline, ed è quindi piena di punti di vista. Proviamo a cercarne alcuni. Saliamo, saliamo scale, scendiamo scale, sbagliamo strada, risaliamo, incontriamo cani che abbaiano, quartieri un po’ degradati, scalette nascoste… Michela non ce la fa ad affrontare dei cani in fondo alla via. Abbaiano scodinzolando, ma non importa. Peccato perché mancava così poco… scegliamo un baretto per mangiare e ci dirigiamo verso l’appartamento di Air B&B. Sì, in Cile funziona! Con lo zaino in spalla facciamo sali scendi per raggiungere un quartiere un po’ più lontano. È vero che siamo ben acclimatati, ma sugli ultimi gradini Michela ci lascia un polmone. La proprietaria della casa Erna è una signora adorabile e dalla camera il punto di vista è fantastico. Al 16esimo piano di un edificio di 27 piani, possiamo vedere la città in basso e l’oceano. Il riposino ci spetta… doccia e aperitivo con cocktail di Pisco sulla terrazza aspettando il tramonto. Andiamo alla ricerca del ristorante di sushi, dato che c’è poco altro nella zona, ma purtroppo è solo da asporto.. scendendo verso l’università ne troviamo uno. Vuoto, ma solo perché è troppo presto. Per pochi soldi mangiamo il miglior sushi di sempre, con dei pezzi avvolti in un avocado da favola…altroché all you can eat di Verona! Ci tratteniamo fatica dal prendere un altro piatto di sushi.

Tornando a casa Erna ci prepara caffè e biscotti.

Martedì 5 settembre

Colazione eccellente. Appena prima di partire il simpatico cane di Erna decide di marcare il territorio sul nostro letto e sulla giacca di Damien… per fortuna la giacca non ci serve per ora, può aspettare Santiago. Con gli zaini in spalla decidiamo di non fare sali scendi ma solo scendere fino al mare, dove vediamo delle foche. Camminiamo fino al centro e prendiamo l’autobus per Santiago.

Lo charme caotico ed imprevedibile dell’america del sud è veramente finito. Ultima tappa, una metropoli di 6 milioni di abitanti, per un paese che ne conta 18. Prendiamo la metro e ci dirigiamo subito all’appartamento per lasciare gli zaini. La metro! E chi si ricordava più cosa fosse! Nel pomeriggio andiamo alla scoperta del centro e ci accordiamo con due svizzeri (gli stessi che ci avevano dato il passaggio fino alla frontiera cilena in jeep) per domani, per fare una passeggiata fuori dal traffico.