Cusco e la montagna arcobaleno

Martedì 8 agosto

Dopo 14 lunghe ore di autobus, un po’ scomodo per chi ha le gambe troppo lunghe (&!%?#@) arriviamo a Cusco. La solita routine: scendiamo dall’alto bus,  recuperiamo gli zaini,  sperando che siano arrivati, e andiamo all’ostello. Ma…sorpresa. Cusco è una città a 3000 mt su un falsopiano,  e l’ostello è a 3 km, nella parte alta ovviamente. È stato un buon risveglio muscolare! Obiettivo della giornata: decidere cosa fare i prossimi giorni. Ad ogni angolo, e non solo, siamo assaliti da venditori di tour e soprattutto da offerte di massaggi. Impossibile scegliere in quale agenzia entrare, quale sarà la più affidabile?  Non vorremmo ritrovarci in uno di quei furgoncini rotti a bordo strada che vediamo spesso.. prendiamo coraggio ed entriamo in una che sembra normale. Decidiamo di andare alla montagna arcobaleno & Macchu Picchu,  il tutto per circa 300 UDS a testa. E la cosa più assurda è che alla fine costa meno con un’agenzia che da soli. Anche perché in certi posti da solo è difficile arrivarci.

Mercoledì 9 agosto

Partenza ore 4.30 dall’ostello. 3 ore di strada nei soliti mini bus con pausa colazione continentale dal tocco peruviano: maté di coca e piatto di riso! Bisogna prendere forze, ci sarà da camminare. Con nostra sorpresa, nessuna indicazione riguardante l’alta montagna e le conseguenze viene data né dall’agenzia né dalla guida. Per fortuna per noi non è la prima volta. Per facilitare il lavoro, ogni guida dà un nome al proprio gruppo di clienti. Questa volta siamo la famiglia Inti, cioè sole. Anche qui non manca il servizio di trasporto con cavalli, ma la scena questa volta è forse ancora più triste: tanti turisti ben piazzati a cavallo di poveri animali guidati da peruviani in sandali, ricoperti di polvere…

Dopo poco più di 2 ore arriviamo in cima a 5100mt. Di fronte a noi uno spettacolo naturale incredibile, le montagne piene di colori, e dietro di noi i ghiacciai. Michela inizia a sentire la stanchezza e le formiche alle dita…meglio scendere. Per la cronaca, persino li in cima c’è il peruviano che vende INKA cola, coca e coca cola. La grande popolarità di questa montagna è iniziata solo un anno fa, quando la costruzione della strada nuova e del parcheggio hanno permesso un avvicinamento notevole alla montagna, mentre prima serviva un giorno solo per raggiungerla. Vi lascio immaginare l’orda di gente, che come accade in altri posti, talvolta toglie il fascino al paesaggio.. ma non ci lamentiamo dai! 

Al ritorno ci fermiamo per il pranzo in una casa solitaria lungo la strada, dove un ragazzo giovane prepara un buffet delizioso, e scopriamo che la maggior parte della famiglia Inti sta avendo gli effetti dell’altitudine, mal di testa, nausea… noi per fortuna siamo in forma e ci godiamo il pranzo, prima di continuare il viaggio di ritorno con un autista che si crede Schumacher. Meglio non soffrire di mal di macchina qui in Perù!!