Arequipa e il Canyon della Colca

Domenica 13 agosto

Dopo una notte in autobus arriviamo ad Arequipa, ma questa volta non ci facciamo fregare e raggiungiamo l’ostello in taxi. Alle 6 di mattina c’è ancora troppo freddo e i bar sono chiusi, aspettiamo che salga il sole e ci concediamo una colazione sulla terrazza con vista sulla piazza principale.

Pensavamo che la città fosse più grande, il centro si visita in fretta e su suggerimento della guida decidiamo di andare a visitare un monastero. Costruito poco dopo la conquista spagnola, è una vera e propria cittadella nella città, un monastero di clausura con piccole celle, cucine con forni di fango, un’architettura sobria e colorata. Si rivive un mix di atmosfera spagnola dell’Andalusia unità all’aspetto mistico e religioso.

È ora di programmare il giro al canyon della colca. Ancora una volta cerchiamo di organizzarci da soli, ma non riusciamo a recuperare le cartine dei sentieri. Non si capisce se ci sia un sentiero lungo tutto il canyon o se esista solo la strada carrozzabile. In ogni caso il canyon è molto lungo, ci vorrebbero forse 3-4 giorni e non sappiamo dove troveremo da dormire. I collectivos per spostarsi tra i paesini sembrano funzionare proprio alla peruviana. Se avessimo una settimana da “perdere” potremmo arrangiarci, ma ancora una volta ci dobbiamo arrendere a prendere un tour. Quasi per caso scopriamo che l’agenzia offre anche dei trekking di 2 giorni invece del solito giro in autobus. Ottimo!

La sera in centro c’è la festa della fondazione della città, ben 447 anni. Musica, orchestre, danze e fuochi d’artificio!  

Lunedì 14 agosto

Per l’ennesima volta sveglia alle 2.15… appuntamento con la guida tra le 3 e le 3.30, ma arriva alle 2.40!! Panico, chiusura degli zaini in fretta e si parte. Speriamo di avere tutto.nel pulmino sale un gruppo di lituani che non sembrano proprio pronti per il trekking! Ad un certo punto iniziano a cantare…manca solo che tirino fuori la bottiglia di VODKA! Quando la guida inizia a spiegare il tour del giorno, ci guardiamo impauriti pensando di essere finiti sul pulman sbagliato! In realtà ci lasceranno all inizio del trekking mentre gli altri faranno il giro del canyon in giornata. Il paesaggio è stupendo, ma freddo. Passiamo un colle a 4900 mt e il vetro dell’autobus si ghiaccia all’interno e l’aria è talmente fredda fuori che il riscaldamento non riesce a riscaldarla. Impossibile dormire.

Visitiamo un paio di paesini e poi è l’ora del trekking. Mentre aspettiamo, o la guida vediamo volare dei condor!

Siamo in gruppo con 3 simpatici ragazzi francesi e la nostra guida ci fa un corso di botanica e erbe medicinali. Ci mostra una pianta velenosa, l’aloe vera, quella contro le zanzare, quella per il mal di montagna, il mal di pancia…ma la conclusione è : “si usano qua perché non cresce la coca, ma se avete la coca usate quella, che guarisce tutto”. 😂

Essendo un gruppo così piccolo abbiamo la possibilità di parlare un po’ con lui. La prima parte del sentiero è una lunga discesa fino al torrente, attraversiamo il ponte e risaliamo l’altro versante del canyon, dove pranziamo. Ancora due ore di cammino e arriviamo a Sengalle, detta Oasi. Porta bene il suo nome. La nostra camera è una capanne con qualche buco di aerazione….per fortuna ci sono coperte pesanti sul letto e non soffriremo il freddo. C’è persino un bel giardino e una piscina! Ci accontentiamo di pocciare i piedi..che sollievo. Cosa sconcertante,  in questo canyon ci sono tantissimi alberi di avocado. Per venderli dovrebbero trasportarlo fino al villaggio più grande..troppa strada, troppa fatica. I locali preferiscono il turismo perché sono soldi facili. Quindi gli avocadi in eccedenza vengono lasciati marcire o dati agli animali. Rimaniamo di stucco, a pensare a quanto sono buoni qui, e a quanto costano in Europa!

Martedì 15 agosto

Sveglia ore 4.30, alle 5 iniziamo a camminare. Piccolo dettaglio, la colazione si fa una volta arrivati in cima! Azz … per fortuna abbiamo la scorta segreta di frutta secca sempre con noi.

Risaliamo tutta la parete del canyon per tornare al punto di partenza.  2.25 ore, circa 1000mt di dislivello, da 2100 a 3100 mt. Avendo uno zaino solo, ci diamo il turno, ma in realtà Damien lo porterà quasi tutta la salita. Poche persone hanno con sé una frontale, nemmeno la guida, che usa il cellulare! Ancora una volta vediamo un’alba stupenda, e arriviamo su affaticati e contenti di poter fare una vera colazione!  

Sul percorso del ritorno ci fermiamo a dei belvedere e alle terme di Chivay. Programma troppo rilassante per noi, che scegliamo di andare alla zip line: tre discese adrenaliniche che attraversano il Canyon!  

Tornati in ostello facciamo la doccia e ci prepariamo per un’altra notte in autobus. Direzione Puno, ultima tappa peruviana.